Studio di Naturopatia  © -  Giovanni Santoro

Il Mineralogramma: lo Strumento, l’analisi, il test.

Spettrometria di massa, questa era la vecchia metodica per analizzare i primi mineralogrammi. Un sistema degli anni ’70, tutto americano poi migrato in Europa per analizzare metalli e rocce lunari. Fu utilizzato in medicina funzionale come prima indagine per quello che all’epoca era la mineralogia umana.
Ma che senso aveva analizzare i minerali nel corpo e perché proprio dal capello?
Il capello è come una stratificazione di anelli di un albero, riporta nella sua struttura la storia dei minerali umani, dell’alimentazione e dello stile di vita del soggetto. La spettrometria di massa era il test del mineralogramma di seconda generazione, all’epoca una vera rivoluzione in fatto di analisi.
Su un foglio velina si stampava un grafico dello spettro analizzato da una macchina che costava miliardi, utilizzata dalla NASA per testare la metallurgia dello Shuttle. Un medico in quel profilo buffo di colline e pizzi di curve sapeva leggere il sistema endocrino di chiunque e riequilibrare uno stato di salute precario e sfasato.
  
Intanto un buon mineralogramma deve misurare la funzionalità dei minerali in modo assoluto. Cioè quanto calcio funziona, quanto ferro, quanto potassio, ecc. il profilo dei minerali deve essere tra i più completi e con range di minimo e massimo.
Subito si evince il minerale mancante e quindi l’integrazione ponderale da assumere.
Ma il mineralogramma misura anche i minerali in modo relativo, cioè il rapporto Ca/K (calcio/Potassio) misura la funzionalità tiroidea se è minore o maggiore di 4,2 significa una tendenza problematica della tiroide, mentre è normale quando è esattamente 4,2. Questo rapporto si chiama adimensionale e tutti i rapporti che si possono ottenere dagli incroci tra minerali spiegano le tendenze del nostro sistema endocrino.
Quindi per “aggiustare” il nostro sistema endocrino sarà necessario intervenire sulla dinamica funzionale di questi rapporti, variare cioè, il numeratore o il denominatore per riportare in asse il sistema ormonale.
Ecco che in questo squarcio di lettura che il test del mineralogramma diventa il riferimento previsionale del sistema PNEI (psico-neuro-endocrino-immunologico), e di come la sindrome di disadattamento emotivo colpisca il sistema ghiandolare endocrino.
La presenza costante dei metalli tossici nell’organismo è indice di sintomi che spesso con nessun tipo di ricerca clinica è possibile comprenderne l’eziologia patologica. Attraverso il mineralogramma è possibile risalire a delle intossicazioni funzionali non quantificabili da analisi di laboratorio e questo porta a collocare la medicina funzionale tra le medicine integrative di primo soccorso e in prima linea per analisi di routine in medicina preventiva.